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6 juillet

Le mie canzoni preferite

E’ difficile dire quali siano le mie cinque canzoni preferite, perché ce ne sono tantissime, … ma, insomma, diciamo:
 
Nirvana, "Smells Like Teen Spirit."                    
Andres Calamaro, "Estadio Azteca."
Andres Calamaro, "Flaca."
Robbie Williams, "Angels".
E dato che vivo e gioco a Liverpool, non posso non citare "Ring of Fire"di Johnny Cash!
5 juillet

Xabi Alonso - 5 Luglio 2006

Ho avuto un po’ di tempo per pensarci sopra, ma, anche se mi sono abituato all’idea che i Mondiali siano finiti per noi, non riesco ancora a digerire veramente la sconfitta contro la Francia.
 
Abbiamo pagato caro il pareggio dei francesi prima della fine del primo tempo. Psicologicamente, è stato un colpo troppo duro. Se avessimo incominciato il secondo tempo con un goal di vantaggio, sono sicuro che le cose serabbero andate diversamente. Nell’intervallo, il mister, Luis Aragonés, ci ha detto di stare calmi perché avevamo ancora tutte le chance di vincere. Ma, non è andata cosi’ e non abbiamo mai avuto la possibilità di stabilizzare il nostro gioco; non abbiamo avuto occasioni nette durante il resto della partita e ci siamo fatti sorprendere su punizione.
 
E’ stato veramente terribile dover lasciare il torneo in questo modo, dopo un inizio cosi’ promettente e tutte le speranze che avevamo suscitato. Pensavamo davvero che saremmo rimasti in Germania ancora un po’; dopo la partita, i nostri spogliatoi erano una valle di lacrime. Quello che mi ha colpito di più è stato il silenzio. Eravamo talmente delusi di dover tornare a casa più presto del previsto. 
27 juin

Xabi Alonso - 27 Giugno 2006

Quando si arriva alle eliminatorie i mondiali cominciano sul serio, e per noi non sarebbero potuti cominciare con una partita più difficile. Da adesso è vita o morte: o continuiamo la corsa o veniamo mandati a casa, tutto qua. La mentalità quindi cambia un po’. C’è sempre tensione, nervosismo, ma tutto diventa più intenso ora per via di ciò che succede ad ogni partita. Dobbiamo raggiungere la massima concentrazione perché il più piccolo passo falso potrebbe essere fatale, senza rimedio. Dobbiamo affrontare ogni partita avendo fiducia, ma dobbiamo anche essere sicuri di non fare errori.
 
La consapevolezza delle ripercussioni potrebbe alterare il corso della partita, a seconda di come stanno andando le cose e di come vediamo la partita. Se stiamo vincendo, forse cercheremo di proteggerci un po’ di più, mentre se stiamo perdendo non avremo altra scelta se non quella di tentare il tutto per tutto per segnare un gol. A seconda di come è bilanciata la partita faremo previsioni diverse sul suo esito. Siamo abbastanza intelligenti da sapere quando rischiare e quando aspettare. Siamo anche consapevoli dell’importanza di bilanciare il nostro centrocampo, di combinare la creatività e la sicurezza difensiva. Ciò nonostante, non c’è alcun dubbio che il modo migliore in cui possiamo affrontare la partita e battere la Francia è di tenere la palla e di cercare di dominare il gioco. È il nostro stile, e finora è stata la ricetta che ha funzionato per noi.

Xabi Alonso - 27 Giugno 2006

Affrontare la Francia è molto più difficile di quanto avevamo previsto per la prima eliminatoria e sappiamo che sarà molto molto dura. Sono una squadra molto forte, hanno una grande esperienza e alcuni giocatori eccezionali, inclusi alcuni di quelli che hanno vinto i mondiali del 1998 e gli Europei due anni dopo. Sebbene non abbiano giocato bene come avrebbero voluto finora nei mondiali, quando si hanno dei giocatori così bravi si è in grado di battere chiunque in una partita ad eliminazione e sappiamo che non possiamo permetterci di sottovalutarli. Non affronteremo questa partita con troppa sicurezza.
 
La Francia è un avversario molto forte fisicamente, specialmente al centro del centrocampo con Claude Makelele e Patrick Viera. In attacco hanno un notevole ritmo con Thierry Henry e poi c’è Zinedine Zidane a creare le occasioni. Makelele e Viera ci renderanno molto più difficile mantenere il possesso rispetto alle nostre prime tre partite, ma è ciò che dobbiamo cercare di fare. Non dobbiamo cedere il possesso della palla all’avversario; siamo una squadra che vuole tenere la palla il più possibile. 
 
Dato che questa partita potrebbe arrivare ai supplementari e perfino ai rigori, è importante essere fisicamente in ottima forma; in effetti ci sorprende quanto siano buone le nostre condizioni fisiche dopo una lunga stagione e con il caldo estremo, e penso che possa aiutarci anche il fatto che conosciamo molti dei loro giocatori, visto che abbiamo giocato contro di loro sia nel campionato spagnolo che in quello inglese. In effetti in alcuni casi abbiamo perfino giocato con loro: Cesc gioca con Henry, Raúl con Zidane e così via. Sappiamo che di cosa sono capaci e anche loro sanno tutto di noi. Sarà una partita incredibile e ci stiamo preparando una grande voglia e una vera speranza. Ci stiamo divertendo in Germania e vogliamo restare qui il più a lungo possibile.
23 juin

Xabi Alonso - 23 Giugno 2006

Vado matto per il cinema e mi piacciono film di tutti i tipi, ma credo proprio che i miei preferiti siano:
 
La grande fuga.
La vita è bella
Casablanca
Shawhank Redemption
22 juin

Xabi Alonso - 22 Giugno 2006

La rimonta che abbiamo effettuato contro la Tunisia è stata molto importante, non solo perché ci ha consentito di vincere , ma anche perché abbiamo saputo dimostrare che abbiamo un temperamento forte e perché ci ha dato fiducia per il futuro. Penso che il fatto di saper rovesciare una situazione sia una qualità estrememente importante, che ci servirà certamente nelle prossime fasi. Abbiamo dato tutto sin dall’inizio della partita senza scoraggiarci; non è stato facile perché non riuscivamo a trovare l’apertura, ma, alla fine, siamo stati ricompensati per la nostra tenacia e siamo riusciti a mettere KO la loro difesa. Sapevamo che sarebbe stato difficile paraggiare, perché avrebbero chiuso tutti gli spazi. Credo che abbiamo giocato abbastanza bene, senza, pero’, riuscire a trovare la conclusione, fino al goal del pareggio di  Raul. La vittoria è stata ancora più bella perché abbiamo dovuto guadagnarcela.
 
Ora, possiamo affrontare il prossimo turno, e anche la prossima partita contro l’Arabia Saudita, con calma e serenità. Penso che ci sarà qualche cambiamento nella formazione iniziale, anche se non dobbiamo prendere questo incontro alla leggera aspettando di vedere come vanno le cose nel girone G. Comunque, qualunque sia la squadra che dovremo affrontare tra la Svizzera, la Francia e la Corea del Sud, non credo proprio che dobbiamo preoccuparci.
19 juin

Xabi Alonso - 19 Giugno 2006

Ora dobbiamo affrontare la Tunisia e la vittoria contro l’Ucraina non vuol dire quasi niente. Questo incontro va affrontato come qualunque altra partita: credo che la formazione iniziale non cambierà - con Casillas in porta, Ramos, Puyol, Pablo e Pernía in difesa, io, Xavi e Senna a centro campo e Torres, Luis García e David Villa in attacco. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto contro l’Ucraina. Si sono tutti entusiasmati per la vittoria 4-0 contro l’Ucraina e in Spagna è stata la grande euforia, ma la squadra è calma e serena. Siamo contentisismi del risultato, naturalmente, ma vogliamo rimanere con i piedi per terra anche se, forse, siamo riusciti a sfatare quella specie di maledizione che sembrava pesare sulla nazionale spagnola. Non abbiamo neanche pensato alla squadra che potremmo incontrare nelle fasi finali; per il momento, non abbiamo preferenze e non vogliamo dare niente per scontato, soprattutto gli avversari. La Tunisia è una buona squadra che sa manipolare bene il pallone. Hanno un gioco compatto e ben organizzato, e sono molto rapidi in attacco. La partita contro l’Ucraina è stata molto facile, perché abbiamo segnato subito. Ma, contro la Tunisia mi sa che le cose saranno meno semplici.    
15 juin

Xabi Alonso - 15 Giugno 2006

Che esordio, ragazzi !. Vincere 4-0 contro l’Ucraina, che tutti consideravano come l’avversario più duro da battere del nostro gruppo non è uno scherzo. Da quanto mi hanno detto, è il miglior risultato mai ottenuto dalla Spagna in una prima partita dei Mondiali. Non solo abbiamo cominciato bene, ma è stato fantastico segnare il primo goal. Sapevamo che il primo goal sarebbe stato essenziale e, il fatto di vincere 2-0 dopo un quarto d’ora ci ha consentito di dominare la partita; abbiamo visto subito che l’Ucraina sarebbe stata costretta a lottare e le cose sono andate molto meglio di quanto avessi sperato.
 
Non ero neanche sicuro di essere stato io a segnare e pensavo forse che un altro giocatore avesse toccato il pallone dopo di me, ma francamente non me ne importava granché : ero solo contento che ci fossimo messi subito sulla strada giusta. Adesso, pero’, sono anche contento di aver segnato Quel goal ci ha dato fiducia e ci ha dimostrato che valeva la pena di lavorare sodo all’allenamento per tirare le punizioni e i calci d’angolo. Da quel momento in poi, abbiamo potuto sviluppare più tranquillamente il nostro gioco . Certo, le condizioni di gioco non erano ideali, ma credo che abbiamo fatto proprio quello che si doveva fare. Faceva un caldo da morire, il campo era molto secco – come si è visto in molte altre partite – e questo non favorisce certo la circolazione del pallone. Personalmente non sopporto il caldo, ma quando si vince è anche bello soffrire. Non ci saranno festeggiamenti né pranzi speciali : dobbiamo rimanere concentrati e non farci prendere dall’entusiasmo. Al prossimo giro ci aspetta la Tunisia. Basta continuare il lavoro incominciato cosi’ bene.

Xabi Alonso - 15 Giugno 2006

Essendo un calciatore ci si abitua ad ammazzare il tempo. In effetti si diventa maestri nell’occupare i tempi morti negli hotel, viaggiando e aspettando le partite. La squadra spagnola non è diversa, specialmente visto che abbiamo dovuto aspettare tanto per la partita d’esordio, ma siamo riusciti a sfruttare al meglio il tempo. Ho chiacchierato con i compagni di squadra che non vedo per la maggior parte del tempo perché sono in Inghilterra, poi abbiamo giocato a carte, guardato dei film, letto, navigato in rete o giocato a Trivial Pursuit. Bè, ci proviamo almeno.
 
Ovviamente il vantaggio dei mondiali rispetto all’essere rintanati con la propria squadra è che almeno ci sono tante partite da guardare, e io ho cercato di vederne il più possibile. Finora penso che abbiamo visto un mondiale piuttosto piatto, ma con molti gol, che è bello da vedere. Come sempre ci sono state alcune sorprese, con Trinidad e Tobago che hanno fermato la Svezia, l’Ecuador che ha battuto la Polonia e il Paraguay che ha reso la vita molto difficile per l’Inghilterra. Ma finora le grandi squadre hanno avuto la meglio e penso che si stia creando un mondiale entusiasmante per i tifosi.  
14 juin

Xabi Alonso - 14 Giugno 2006

La nostra partita d’esordio contro l’Ucraina è alle 3 del pomeriggio. Potrebbe non sembrare una cosa buona, ma ha avuto delle conseguenze fondamentali sulla nostra preparazione e un impatto importante sui giocatori. È una questione di importanza fondamentale per i giocatori. Per quelli di noi che giocano in Inghilterra, come me, Luis García, José Antonio Reyes, e Cesc Fabregas, non è un grosso problema perché siamo abituati a giocare alle 3, ma per la maggior parte della squadra che gioca nella Liga rappresenta un cambiamento significativo. Anche se ufficialmente ci sono alcune partite alle 5 del pomeriggio della domenica nella Liga, la realtà è che le squadre più importanti non giocano praticamente mai a quell’ora. A causa degli impegni europei e dei diritti televisivi, le squadre più importanti giocano sempre alle 7, 8, 9 o anche alle 10 di sera, e portare avanti il gioco alle 3 con il caldo e tutto ciò che esso implica è davvero duro. Per me personalmente, giocare col caldo è veramente faticoso; preferisco di gran lunga giocare quando fa più fresco. Per gli altri è più una questione di orario. Alle 3 la maggior parte degli spagnoli sta mangiando un bel pranzo abbondante oppure sta facendo la siesta! L’orologio biologico non è abituato a giocare a calcio a quell’ora e bisogna adattarsi, che è quanto abbiamo dovuto fare per la partita con l’Ucraina. Abbiamo cambiato l’orario dei nostri pasti, mangiando il pasto principale prima di mezzogiorno, abbiamo cambiato l’orario in cui dormiamo e ci stiamo allenando alle 3. La preparazione è stata ottima. Speriamo che dia i suoi frutti.

Xabi Alonso - 14 Giugno 2006

L’attesa della nostra partita di esordio sembra durare un’eternità, ma finalmente è quasi terminata. Giocare l’ultima partita del primo gruppo, la nostra prima partita coincide con la seconda per la Germania, ci ha fatto venire una gran voglia di cominciare. Non direi che ha aumentato l’ansia ma avendo guardato tutti gli altri giocare abbiamo una voglia pazzesca di cominciare i nostri mondiali contro l’Ucraina.
 
Abbiamo lavorato molto duramente e sappiamo tutto dell’Ucraina. Sono molto forti, fisicamente molto potenti, veloci e forti nel deviare la palla. Resteranno ad osservare aspettando il momento di attaccare. Si è detto che la squadra è fatta da Andriy Schevchenko e altri dieci, ma penso che sia molto scorretto, perché sono molto di più. Tuttavia non c’è alcun dubbio che egli sia una superstar e il punto di riferimento in attacco.  Sappiamo quanto possa essere pericoloso e dovremo stare attenti con lui.
 
Prevedo che avremo il possesso della palla per la maggior parte del tempo, che porteremo il peso della partita; quindi dobbiamo assicurarci di trarne vantaggio, ma dobbiamo farlo senza diventare matti. Non andremo alla ricerca disperata di gol: è importante che manteniamo un gioco pulito. Scenderemo in campo per vincere ma siamo consapevoli di dover anche evitare una sconfitta, quindi giocheremo con cautela, sapendo che abbiamo 90 minuti per segnare; non cederemo al panico se trascineremo l’attesa del gioco trovandoci fermi a 0-0. È importante che esordiamo con un buon inizio nel gruppo H.
7 juin

Xabi Alonso - 7 Giugno 2006

Certo il calcio è il mio mestiere, ma un calciatore è anche un uomo con i suoi interessi e i suoi hobby. Cerco d'interessarmi ad altre cose oltre al calcio e ci sono effettivamente molte cose che m'interessano e che vorrei conoscere meglio. Cerco di essere il più aperto possibile, sono sempre stato così. Quando sono venuto in Inghilterra studiavo Economia e Commercio, ma, da quando sto a Liverpool, ho lasciato un po’ andare perché è difficile fare tutto insieme. Però, m’interesso anche ad altri sport: il padel, ad esempio, una specie di mini-tennis molto popolare in Spagna e poi, come calciatore, credo che il golf sia un must per me. Oddio, non è che giochi benissimo: anzi, mi pare proprio che la pallina faccia quello che vuole. Qualche volta gioco con i miei compagni, ma è difficile; mi sa che ho bisogno ancora di qualche lezione. Anzi, di parecchie. Non ho nemmeno un handicap. Poi, mi piace anche scoprire Liverpool, passeggiare semplicemente in città: mi piacciono molto le rive della Mersey, anche con tutto quel vento. Il peggio, a Liverpool, è che fa scuro già alle tre e mezza del pomeriggio, ma, dato che comunque non abbiamo molto tempo libero, ne approfitto per rilassarmi, mettere in ordine l’appartamento, fare una passeggiata o bere un caffé con gli amici. Qualche volta, bevo anche un thé, ma in fondo in fondo sono un uomo da caffé: da questo punto di vista, l’Inghilterra non mi ha ancora completamente conquistato.
5 juin

Bilancio di fine d’anno

Non è cosa facile combattere contemporaneamente su tre fronti, oltre alla Carling Cup, alla Coppa dei Campioni e ai Mondiali… e la stagione è stata lunga: ma, credo proprio che Liverpool abbia fatto progressi.
 
Il campionato: Abbiamo fatto ottime cose in campionato. Avevamo solo un punto di meno del Manchester United e nove di meno del Chelsea, e questo è un notevole miglioramento rispetto all’anno scorso. Siamo più solidi, più difficili da battere e il futuro è roseo. Alla fine della stagione avevamo più punti di quanti ne avessimo mai avuti dal nostro ultimo titolo di campioni d’Inghilterra, con una serie di undici partite senza sconfitta, e questo vuol dire proprio che stiamo andando nella direzione giusta. Purtroppo, questo dimostra anche la forza del Chelsea. La gente dice che il Chelsea ha dovuto lottare per farcela, ma il loro record è fantastico e hanno risorse da vendere. Eppure, sono proprio sicuro che l’anno prossimo li talloneremo da vicino.
 
La Champions League: Dopo la vittoria dell’anno scorso, eravamo convinti che saremmo andati lontano anche quest’anno in Champions League, ma è stata una vera delusione. La sconfitta a Lisbona non ci voleva proprio, è stato terribile per noi. 
 
Coppa d’Inghilterra: Siamo contenti di aver vinto un altro trofeo e di aver realizzato cosi’ l’obiettivo della società, e cioè quello di vincere un trofeo ogni anno. I tifosi erano molto soddisfatti  e credo che noi giocatori abbiamo veramente capito che questa Coppa ha davvero qualcosa di speciale. Tutto è iniziato cun una splendida vittoria a Luton ed è finito con una fantastica finale a Cardiff, un’occasione veramente speciale. Contrariamente alla Spagna, dove la Copa del Rey è molto meno importante, la finale della Coppa d’d’Inghilteerra è il grande avvenimento della fine stagione in Inghilterra. E’ un torneo che ha una vera tradizione, è una grande esperienza per i giocatori. E’ stata una finale veramente unica. Non me la dimentichero’ mai. 
 
In fin dei conti, è stata proprio una stagione positiva. Toccando ferro, spero che potro’ coronarla con una buona prestazione della Spagna ai Mondiali.
26 mai

Xabi Alonso - 26 Maggio 2006

Mi è veramente dispiaciuto dover uscire durante la finale di Coppa d’Inghilterra, ma non sono preoccupato per la mia partecipazione ai Mondiali. Mi ero infortunato prima della finale, e non mi ero quasi allenato quella settimana; la caviglia non era guarita completamente e il campo di Cardiff non era in ottimo stato. Tutta una serie di ragioni che mi hanno costretto ad uscire durante il secondo tempo : pero’, sono contento che abbiamo almeno ottenuto il risultato sperato.
 
E’ stata una lunga stagione e abbiamo giocato più partite di quante non ne dovessimo giocare, dato che abbiamo dovuto disputare anche la fase di qualifica della Champions League e siamo dovuti andare in Giappone per la Coppa Intercontinentale; ma, mi sono riposato una settimana e mi sento bene adesso che ho raggiunto la nazionale spagnola al ritiro di Las Rozas, vicino a Madrid.
 
E’ stato importante potermi risposare tra la fine della stagione inglese e l’inizio del ritiro con la nazionale, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Ci si deve poter liberare dalla pressione e cambiare aria. Non è la stessa cosa allenarsi con la nazionale o con la propria squadra in campionato; con la nazionale, si passano due mesi e mezzo con i compagni, si condivide ogni istante, è un altro tipo di challenge e, prima di affrontarlo, si deve poter fare una pausa e pensare ad altro. Sono andato a San Sebastian a trovare gli amici, poi a Córdoba per il matrimonio di Pepe Reina: un’occasione molto simpatica. Pero’, non ho mica lasciato perdere  completamente lo sport : ho corso un po’ e ho giocato anche a tennis : allora, niente paura, saro’ sicuramente in forma per i Mondiali!

Xabi Alonso - 26 Maggio 2006

E’ proprio una cosa incredibile che abbiamo vinto la Coppa d’Inghilterra in questo modo ; perdevamo 2-0, poi 3-2 e abbiamo pareggiato all’ultimissimo minuto per vincere poi ai rigori : è stata davvero una cosa eccezionale, soprattutto dopo aver vinto la Coppa dei Campioni quasi nello stesso modo l’anno prima. Vi giuro che non lo facciamo mica apposta!
 
E’ stata una finale dura, piena di emozioni e, a mano a mano che il tempo passava, eravamo convinti che non ce l’avremmo fatta. West Ham giocava benissimo e difendeva ancora meglio, mentre noi non riuscivamo a crearci molte occasioni. Poi, Steven Gerrard ha tirato fuori quel tiro veramente straordinario . Era completamente cotto, aveva i crampi, il pallone stava rimbalzando e lui si trovava a più di 32 metri dalla rete. Non pensavo certo che avrebbe nemmeno tentato di tirare da dove si trovava, ma ha colpito il pallone talmente bene che lo ha trasformato in una vera cannonata. Era la nostra ultima chance, un goal veramente formidabile. Sono quasi caduto dalla panchina, ero pazzo di gioia – non ci credevo proprio.
 
Quando siamo andati ai rigori, ho incominciato a pensare che la vittoria fosse possibile. Avevamo fiducia in Pepe. Aveva ottime referenze in questo campo e, dopo l’allenamento, tiriamo quasi sempre una serie di rigori : di solito, ne para di più di quanti non ne prenda. Comunque, al punto in cui eravamo, i rigori erano la migliore soluzione: la maggior parte dei nostri non ne poteva più, i giocatori cadevano come mosche e sapevamo che dovevamo resistere fino ai rigori. Era davvero epico. Una finale incredibile, che la gente non dimenticherà tanto facilmente.        
12 mai

Xabi Alonso - 12 Maggio 2006

Non so ancora se potro’ scendere in campo per la finale della Coppa d’Inghilterra sabato, ma spero proprio di si’. Ieri mi sono allenato con la squadra e dovrei farlo anche oggi. Mi sono storto la caviglia cadendo durante la partita contro il Portsmouth la settimana scorsa, ma ho fatto una TAC e pare che non ci sia niente di grave. Per questo, mi sono potuto allenare, ma devo ancora aspettare di vedere come reagisce il piede oggi : toccando ferro, dovrebbe andare tutto bene.
 
Vorrei proprio poter giocare, perché la Coppa d’Inghilterra è davvero speciale, come si è visto questa settimana. E’ una coppa molto prestigiosa, ne parlano tutti: ci hanno preso le misure per la maglia – quella tradizionale, non quella bianca – e la società ha anche lanciato la canzone ufficiale della squadra per la Coppa d’Inghilterra. Dato che i tifosi la cantano già da un anno, non poteva essere che Ring of Fire di Johnny Cash, nell‘interpretazione di Ian McCulloch. Meno male che non la cantano i giocatori!
 
Anche se tutti ci danno favoriti, ed è logico data la nostra forma attuale, il nostro posto in classifica in campionato e le nostre vittorie contro il Manchester United e il Chelsea, noi vediamo le cose diversamente. Sappiamo che tutto puo’ sempre succedere e rispettiamo il West Ham. Pero’, malgrado questo, spero proprio che sabato sera potremo sollevare la coppa. Allora, augurateci buona fortuna!

Xabi Alonso - 12 Maggio 2006

La nazionale spagnola si riunirà lunedi’ per l’ultima volta prima dell’annuncio della formazione definitiva da parte di Luis Aragonés. Anche se non partecipero’ alla riunione perché devo preparare la Coppa d’Inghilterra, non vedo l’ora di poter partecipare finalmente a questo torneo che, sino ad ora, mi ero accontentato di guardare alla televisione. La prima Coppa del Mondo di cui mi ricordo è quella del 1994, negli Stati Uniti. Ho qualche vago ricordo dell’edizione 86, in Messico, ma avevo solo 4 o 5 anni; ho qualche ricordo frammentario dei Mondiali del 90, in Italia, ma mi ricordo benissimo dei Mondiali del 94.
 
Avevo 13 anni e me ne ricordo perfettamente, soprattutto dell’eliminazione della Spagna da parte dell’Italia, con il colpo di gomito di Tassotti nell’area di rigore che ha spaccato il naso a Luis Enrique. L’immagine di Luis Enrique coperto di sangue mi aveva molto impressionato e adesso mi sembra incredibile che tocchi a me giocare in questo straordinario torneo. Mi rendo conto che avviene solo ogni quattro anni e che è la manifestazione calcistica più importante del mondo, a cui partecipano le migliori squadre ed i migliori giocatori; è un’occasione di mettersi alla prova e di misurare il proprio livello effettivo rispetto a quello dei più grandi giocatori mondiali. Non vedo proprio l’ora di esserci. Non voglio fare previsioni sul percorso della nazionale spagnola, perché credo che ci si debba limitare a giocare una partita dopo l’altra, ma penso proprio che i tifosi spagnoli possano avere fiducia in noi.
10 mai

Xabi Alonso - 10 Maggio 2006

Pensando al fatto che affronteremo la nostra seconda finale in due anni, non posso non gettare uno sguardo indietro alla nostra vittoria dell’anno scorso contro il Milan, in Champions League e, soprattutto, a quello che ha significato per la squadra e per i tifosi. Una cosa incredibile. Difficile da descrivere. Per me, poi, era ancora più eccezionale perché è stato il mio primo titolo da professionista nella mia prima stagione al Liverpool. Ero cosi’ orgoglioso e cosi’ contento che avrei voluto condividere la mia felicità con chiunque: famiglia, amici, compagni di squadra, tifosi.
 
Il giro della città in autobus è stato un’esperienza indimenticabile. Sembrava che nelle case non ci fosse più nessuno, che fossero tutti usciti per vederci passare! Guardando dal finestrino, non si vedevano più ne marciapiedi, né strade: solo la folla, dappertutto, in centro e in periferia. Hanno detto che c’era per le strade oltre un milione di persone ed era veramente incredibile vedere da vicino la fedeltà e l’entusiasmo dei tifosi. Il rumore, gli incoraggiamenti, i fischi e le canzoni. Questa esperienza mi ha confermato che giocare a Liverpool è veramente una cosa speciale, che non ha niente a che vedere con quello che succede in Spagna. In Spagna, i tifosi mettono un sacco di pressione sulle spalle dei giocatori, li fischiano, mentre a Liverpool questo non succede mai; i tifosi vi sostengono e v’incoraggiano sempre. Spero che questa straordinaria esperienza si ripeterà anche quest’anno.
4 mai

Xabi Alonso - 4 Maggio 2006

Non sono il tipo di persona che si precipita per scambiarsi le maglie al termine di una partita, ma se gioco contro qualcuno di speciale, farò tutto il possibile. Ad esempio, ho portato a casa le maglie di Alan Shearer, Mauro Silva e Roy Keane, che penso siano tutti giocatori fantastici. Sono riuscito ad avere anche la maglia di Zinedine Zidane che ha indossato quando ho giocato contro il Real Madrid per la Real Sociedad. Al termine della partita, ha parlato bene del mio modo di giocare, che, detto da lui, è stato un onore. La sua maglia è un ricordo veramente speciale ed è stato un peccato venire a sapere che ha deciso di ritirarsi dopo la Coppa del Mondo.
 
Nell’ultimo decennio, Zidane è il giocatore che ho seguito maggiormente per il suo stile di gioco, l’eleganza del suo football. Ha fatto in modo che cose difficili sembrassero facili, che è una vera dote. Tutte le volte che ho giocato contro di lui, mi sono trovato veramente in difficoltà; ha una tale abilità e una tale grazia.. Gli ho parlato un paio di volte, è anche una persona di grande eleganza, una persona che merita un grande rispetto da tutti in partita. Ė quasi il prototipo del giocatore dei giocatori. Ė il tipo di persona da cui impari e guardarlo giocare per il Bordeaux, la Juventus, il Real Madrid e France, è stato educativo e fonte di gioia.  
3 mai

Xabi Alonso - 3 Maggio 2006

Siamo assolutamente compiaciuti di aver raggiunto la finale della Coppa FA. Era da due anni consecutivi che non battevamo il Chelsea in una grande semifinale e, così come ho affermato nel mio blog della settimana scorsa, eravamo fiduciosi di poterci riuscire. Sapevamo che sarebbe stato difficile, ma abbiamo genuinamente creduto di poterlo fare e quasi tutto è andato come previsto. Abbiamo fatto molta fatica negli ultimi minuti, ma fino a quel momento avevamo giocato veramente bene. Ci siamo mossi bene, con pazienza e molta calma, abbiamo quasi sempre tenuto la palla e abbiamo avuto molta fiducia.
 
Così come fa sempre prima di ogni gara, Rafa Benítez li ha analizzati attentamente e ci ha spiegato i loro punti di debolezza. Sapevamo che avrebbero giocato abbastanza ridotti, senza due grandi uomini e abbiamo quindi cercato di trarne vantaggio. Li abbiamo spinti a raggruppare i giocatori al centro, cosa che si è rivelata difficile per i nostri giocatori in tale posizione, ma che ha aperto molte possibilità ai giocatori d’ala. Harry Kewell e John Arne Riise hanno guadagnato molto spazio e si sono dimostrati sempre molto pericolosi. Il piano ha funzionato perfettamente.
 
Tutti erano compiaciuti del fatto che stavamo raggiungendo l’obiettivo, quello di vincere qualcosa ogni anno. Ma non è ancora finita. Si dice che battere il Chelsea significhi per noi aver già vinto la coppa, mentre c’è ancora una finale da giocare in cui potrebbe succedere di tutto – come tutti noi ben sappiamo dopo Istanbul! Nonostante partiremo da favoriti, a West Ham mostreremo il nostro massimo rispetto. Superarli Mercoledì in classifica non significa nulla. Siamo consapevoli del fatto che non abbiamo vinto ancora nulla.